Noceto, 11.02.2019 – Buongiorno Oliviero, è veramente un piacere poter averti per il Rugby Noceto averti nell’organico dello staff tecnico come coach per la mischia. Una chiamata, quella di Frati, a cui hai risposto subito positivamente.
Qual è stata la molla che ti ha dato la spinta ad accettare così velocemente?

OF:“Per me è un onore far parte di uno staff come quello del Rugby Noceto. Un privilegio e una grande opportunità poter confrontarmi ed imparare da uno staff con più esperienza di me. Quando mi hanno contattato Scozzesi e Frati è stato per una grande sorpresa e non ho esitato a cogliere questa occasione. ”

Già nelle scorse stagioni avevi dato il tuo apporto come assistant coach all’Amatori Parma Rugby. Quest’anno il tuo ruolo si presta ad una realtà di Serie A, il Rugby Noceto, con tanti giovani alle prime armi in un campionato seniores. Come vedi la squadra e come affronti questa nuova sfida?

OF:“Il primo ringraziamento va all’Amatori che mi ha dato l’opportunità di fare esperienza in una realtà importante a Parma. A Noceto ci sono tantissimi giovani che pur non essendo professionisti si stanno dimostrando assolutamente professionali. Si applicano molto, arrivano al campo puntuali e motivati e sono un bel esempio con cui confrontarsi. La squadra dimostra un’attitudine positiva, può divertirsi molto, far divertire. Frutto anche dell’ambiente molto unito che ha trovato nella prima fase del campionato stimoli e risultarsi per compattarsi ancora di più”

Tu, lo ricordiamo per chi non è così informato, sei giovanissimo classe 1990 ma sei uno dei 5 centurioni delle Zebre Rugby e vanti 7 caps con l’Italia Rugby. Quanto della tua esperienza internazionale porti in campo con i ragazzi?

OF:“Giovanissimo non lo sono più. Di sicuro non sono neanche vecchio [ride]. Cerco di trasmettere di più come sono io. Il mio modo di vivere e di amare il rugby. Cerco di apprendere da questa esperienza e dai ragazzi. Questa è un’occasione che mi servirà anche per il mio futuro. Capire le dinamiche di come si gestisce una squadra e di come un allenatore deve approcciarsi ai diversi caratteri. Cerco di trasmettere quelle finezze che ad un livello, come la Serie A, è più difficile riconoscere. L’esperienza internazionale e il lavoro con un club ad alto livello ti permettono di condividere quelle piccole cose che fanno la differenza in maniera più veloce ed immediata.”

Non possiamo lasciarti senza chiederti un parere su questo Sei Nazioni. Immaginiamo sia difficile il tuo ruolo di spettatore non potendo essere in campo con i tuoi compagni hai però la possibilità di osservare ed analizzare la squadra da fuori. Cosa ti aspetti alla fine di questo torneo, che risultati può raggiungere la nostra Nazionale?

OF:“Sicuramente non è mai piacevole non essere convocati. Fa parte del nostro mestiere, dell’essere sportivo e sicuramente è stimolante per lavorare sempre di più e mettersi in gioco. Questo sicuramente è un Sei Nazioni difficile, come tutti quelli prima di un mondiale, in cui tutte le squadre e i giocatori vogliono mettersi in mostra per ritagliarsi il giusto ruolo nella competizione. L’Italia seguendo le linee guida dello staff può mettere in difficoltà e magari portare a casa qualche vittoria.”