La Nazionale Italiana di calcio non va al Mondiale 2018 in Russia (giustamente, non meritandolo), e la nazione precipita nello sconforto assoluto. Lungi da me la volontà di esprimere giudizi “calcistici”, ma un paio di considerazioni – perdonatemi voi del mondo ovale – le vorrei fare.

La prima: rinfrescare la memoria fa sempre bene. Come si è comportata la ricca carovana azzurra agli ultimi due mondiali? Sudafrica 2010: eliminata nella fase a gironi, senza una vittoria (pareggi con Paraguay e Nuova Zelanda (!) e sconfitta con la Slovenia). Brasile 2014: ancora eliminata nella fase a gironi (vittoria con l’Inghilterra, due sconfitte con Costa Rica e Uruguay).

Questo per affermare che non è mai il caso di aprire le cateratte delle lacrime italiche per una mancata qualificazione dato che, piuttosto di fare le figuracce sopra citate, è forse meglio starsene a casa. E questo vale per tutte le situazioni sportive.

Seconda considerazione: inutile e vigliacco gettare la croce addosso al povero Ventura. Diamo un’occhiata alle formazioni delle prime sei squadre che attualmente guidano la classifica di serie A e andiamo a contare quanti giocatori italiani vi giocano con continuità.

Il problema non è Ventura, ma è un sistema-calcio italiano che non regge, troppo legato ad esigenze che non sono più sportive, di appartenenza, di tradizione, ma per una altissima percentuale esclusivamente economiche.

Qui mi fermo e ritorno al nostro rugby che, ormai da diversi anni, proprio in un’ottica di sviluppo e globalizzazione – avvenuta non sempre sotto il pieno controllo delle Autorità Mondiali che lo sovra intendono e ne dettano le regole – ha imboccato la strada del professionismo legato in buona parte, anche in questo caso, ai grandi network televisivi.

Tutto bene, grande spettacolo, grandi stadi, grandi pubblici, grande business e scambi di tournée tra i due emisferi, ma non dobbiamo mai dimenticare che il nostro è lo sport che ha propri valori ineludibili che mai e poi mai andranno messi da parte o dimenticati, anche se si dovrà rinunciare a qualche … equiparato.